La geometria variabile degli incentivi auto: toglie ai poveri per dare ai ricchi

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C’ un tema scivoloso, ambientalmente rilevante eppure difficilmente inquadrabile da parte del governo. Nella conversione del decreto Rilancio si sta ragionando su incentivi per circa 6mila euro per le rottamazioni auto, a patto che si compri una vettura elettrica od ibrida. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, alla diretta su Corriere.it con Milena Gabanelli marted ha evidenziato come il bonus rottamazioni sia da confinare a queste due tipologie di auto, senza prendere in considerazione che ci sono vetture diesel e a benzina che potrebbero rientrare nella tipologia di vetture pulite all’interno del limite dei 95 grammi per chilometro di emissione stabilito dall’Ue.

Ieri i sindacati metalmeccanici hanno tuonato contro questa politica industriale sull’auto che sembra fatta apposta per penalizzare il ceto medio e meno abbiente per il rinnovo del parco auto circolante. Su 43 milioni di vetture almeno 15 sono inquinanti. Perch rientrano nelle varie tipologie euro 4,3,2, che non rispettano i limiti sulle emissioni per le polveri sottili. Riguardo all’elettrico stiamo parlando al momento 11mila macchine vendute su 540mila complessive. Un’inezia. Il mercato di nicchia perch i costi di una vettura con alimentazione a batteria ancora piuttosto alto. Oscilla tra i 30mila e i 37mila non certo alla portata del ceto medio. Il costo medio di acquisto di un’auto in Italia di circa 22mila euro. Ma la gran parte della popolazione non ha disposizione pi di 8mila euro.

Spiega il presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino (associazione che rappresenta alcune case e alcuni marchi come Nissan, Renault Dacia Mercedes) che anche l’Ue recita uno spartito controproducente. L’ecotax troppo penalizzante per i i produttori europei. Ci sono 1 milione di macchine che producono mediamente 105 grammi per ogni km percorso. Se vengono superati i 95 grammi euro il produttore paga per ogni grammo 1 euro. Significa 950 milioni di sanzioni. A conti fatti significa per le case costruttrici una tassa di circa 20-30 miliardi di euro.

Considerando che Trump ha lasciato questa partita e anche qualunque battaglia di riduzione delle emissioni abbandonando i tavoli internazionali sull’emergenza climatica restano i cinesi che hanno spinto sul litio comprando concessioni per l’estrazioni di minerali prima e pi di ogni altro Paese al mondo. Peccato che il 62% della produzione elettrica a carbone. Non proprio ad impatto zero. Dice De Stefani Cosentino, che l’Italia ha il parco vetture piu inquinante d’Europa e ci finisce per incidere anche sul sistema sanitario nazionale, sui veicoli commerciali e industriali: Stiamo dando i soldi ai ricchi invece di darli ai poveri. Nella legge di Bilancio 2018 il bonus sulle macchine elettriche non ha mosso niente sugli 1.9 milioni di auto immatricolate. L’auto elettrica costa in media il 45% in piu di una macchina endotermica. Bisogna invece investire sulla rete, sulle colonnine di ricarica, sulla riqualificazione del manto stradale.

L’Audi ha appena comunicato che il suo stabilimento in Messico chiude per mancanza di componentistica. Questo accadendo dappertutto con pesanti ricadute sociali che ancora fatichiamo ad immaginare. L’auto responsabile del 18% delle entrate tributarie, ci sono gi 450mila macchine invendute nei parcheggi dei concessionari. L’Italia — spiega il presidente di Federauto — l’unico Paese che non permette alle partite Iva di detrarre il 22% di Iva dall’acquisto di una vettura. Ci aiuterebbe il mercato. Il 95% degli acquirenti la compra usata, gi svalutata del 55%. L’emendamento sulle rottamazioni sar approvato realisticamente entro il 17-18 luglio. Servir un altro mese per il relativo decreto attuativo del ministero. Cos il mercato sapr solo a fine agosto quanto pu chiedere allo Stato di incentivo. Troppo tardi per non vedere il tracollo delle immatricolazioni.