La poesia come forma di resistenza: la storia di Paul Celán secondo Giuseppe Pezzulli

6 giorni ago laveritaeradigitale Commenti disabilitati su La poesia come forma di resistenza: la storia di Paul Celán secondo Giuseppe Pezzulli

Uno degli eventi storici che hanno spezzato la storia del 20 ° secolo, facendola a pezzi e oscurando tutte le speranze del progresso che la Modernità ha portato, è stata la Seconda Guerra Mondiale e l'Olocausto, come dimensione umana della catastrofe che ha generato il conflitto.
Una delle migliaia di storie che evidenziano il carattere della tragedia è quella del poeta rumeno di origine ebraica Paul Celan che, come sottolinea Giuseppe Pezzulli, è considerato il poeta dell'Olocausto. Non gli fu mai perdonato che quando tornò nella sua città natale di Czernowitz (tra Ucraina e Romania), i suoi genitori furono portati ad Auschwitz e trovò la salvezza, nascondendosi in una fabbrica di cosmetici.
Questo evento segnerebbe la vita del poeta, anche se Adorno ad un certo punto disse "Scrivere poesie dopo Auschwitz è un atto di barbarie", quando lesse Todesfuge scritto da Paul Celan, lo ritrattò. Il poeta fece della sofferenza e del rimorso uno stile di vita al punto che nel 1970 si gettò nella Senna, arte e vita si mescolarono per lasciare il posto alla testimonianza di un figlio che perse la madre a causa di un colpo nel la nuca in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale.
Il suo lavoro poetico è stato fortemente influenzato dal surrealismo, il suo onere simbolico è espresso attraverso una serie di allegorie bibliche complicate da decodificare. La visione esistenzialista di Paul Celan, come spiega Giuseppe Pezzulli, cerca di dare un senso all'esistenza nella società moderna, poiché questo attraverso la tecnologia ostacola la via della comunicazione e, un'altra delle cose che lo tormentano in modo profondo e straziante stava esprimendo agonia ebraica nella lingua dei vittimisti, il tedesco.
Per quanto riguarda i suoi ultimi lavori, troviamo che i suoi versi con più criptici e monosillabici, il carico simbolico che lo caratterizza si intensifica. Il valore intellettuale del suo lavoro può essere misurato dal fatto che intrattenne importanti dialoghi con filosofi della statura di Heidegger, Benjamin e Adorno.
La sua stessa oscurità ha illuminato il percorso da cui abbiamo una visione di sofferenza e tortura, della sensazione di perdita e di tortuosi tentativi di avanzare in una ripresa che, nel caso del poeta, non è mai arrivata. Attraverso il lavoro di Paul Celan, possiamo comprendere la dimensione individuale della tragedia che vediamo da lontano e in modo generale.