Whirlpool, il piano «b» di Invitalia : «Possibilità di riassorbire fino a 280 addetti»

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economia

Mezzogiorno, 31 luglio 2020 – 11:15

L’amministratore delegato del ramo italiano della multinazionale ha ribadito la chiusura dello stabilimento di Napoli al tavolo con il governo, le istituzioni e i sindacati

di Paolo Picone

E’ ancora in corso il tavolo istituzionale sulla vertenza Whirlpool tra il Governo (i ministri Patuanelli, Provenzano e Catalfo), l’azienda, Invitalia e i sindacati. Un incontro in video conferenza, l’ennesimo di una trattativa che va avanti da pi di un anno senza alcuna soluzione. E proprio oggi per la prima volta da parte governativa ed in particolare con Invitalia arrivata una proposta di reindustrializzazione. Invitalia infatti ha prospettato per lo stabilimento di Napoli opportunit per ora non meglio precisate nelle filiere della componentistica dell’automotive e dell’aerospazio con aziende di eccellenza italiana e internazionale in grado di assorbire complessivamente circa 280 addetti se si realizzassero le condizioni di investimento. Due sarebbero le principali imprese interessate: Adler Group e Htl Fitting. Ma i sindacati non hanno gradito.

Innanzitutto per il numero di lavoratori che potrebbero essere rioccupati. Gli altri 200 che fine farebbero – hanno detto i sindacati – in un momento cos difficile sarebbero terra di conquista per le organizzazioni criminali. Eppoi per i sindacati non c’ margine di trattativa sulla chiusura dello stabilimento prevista per il 31 ottobre ed oggi riconfermata dall’ad di Whirlpool La Morgia. Bisogna bloccare i licenziamenti e rispettare il piano industriale siglato nel 2018, ribadiscono le sigle sindacali.

Mantenere aperto lo stabilimento Whirlpool di Napoli resta “l’opzione A”, ma poi assieme a Invitalia abbiamo fatto un percorso per non trovarci senza alternativa, non possiamo permetterci di stare senza un’alternativa, ha invece sostenuto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli al tavolo con azienda e sindacati. Stiamo lavorando con gruppi di eccellenza assoluta, non con imprese diciamo improvvisate – ha aggiunto il ministro – come purtroppo qualche volta successo in passato. Quando parliamo di Adler Group e Htl parliamo di eccellenze, sono dimensionalmente molto solidi e riconosciuti, presenti da molto tempo. Dunque sembra proprio che il governo sulla chiusura della fabbrica di via Argine sia alzando bandiera bianca, propendendo per la reindustrializzazione. Invece per il Ministro del Sud Provenzano questo piano industriale ha delle carenze e limitazioni eccessive rispetto all’effetto Covid e soprattutto cancella una parte importante del piano industriale.

I sindacati chiedono l’intervento del premier Conte per avere una posizione univoca per trattenere Whirlpool a Napoli per difendere tutto il gruppo. Sui dettagli del piano di reindustrializzazione presentato da Invitalia si legge nelle tabelle presentate che in particolare nel settore avio, centralizzare la produzione di Adler Group nell’area comporterebbe, un investimento di 15,3 milioni di euro e 52 posti di lavoro. A questi si aggiungerebbero il progetto dello stesso gruppo per le batterie a idrogeno nell’automotive con 18,6 milioni di investimenti e 20 occupati, l’ampliamento produttivo di Htl (50/60 addetti) e la localizzazione di un altro operatore con 150 addetti. In tutto circa 280 persone rioccupate.

Presente anche la Regione Campania al tavolo, con l’assessore al lavoro Sonia Palmeri che ha ribadito la posizione gi pi volte affermata di Palazzo Santa Lucia: Siamo con l’azienda se resta a Napoli, ma siamo del tutto contrari ad un piano “b” che preveda la reindustrializzazione perch porterebbe alla distruzione anche di tutto l’indotto. Per l’assessore al lavoro e politiche sociali del Comune di Napoli Michela Buonanno non accettabile che si ammaini la bandiera Whirlpool da via Argine. Ed il prefetto di Napoli Marco Valentini per la prima volta al tavolo sulla vertenza Whirlpool avverte che la chiusura dello stabilimento di Napoli avrebbe un impatto sociale dagli aspetti imprevedibili e quindi va scongiurata. L’azienda deve sentire la responsabilit sociale che ne consegue.

31 luglio 2020 | 11:15

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