Energia, la rivoluzione dell’idrogeno (che somiglia a quella di Internet) L’Economia gratis lunedì

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Marco Alver L’elemento pi abbondante dell’universo pu essere la chiave di un mutamento strutturale della produzione di energia: pulito e inesauribile. Ma bisogna scegliere oggi. la tesi del libro di Marco Alver, ceo di Snam, da domani in libreria per Mondadori. Si chiama Rivoluzione Idrogeno La piccola molecola che pu salvare il mondo. Il ricavato sar devoluto in beneficenza. Pubblichiamo l’introduzione di Ferruccio de Bortoli, che pone domande sulle capacit di far le scelte giuste superando ostacoli scientifici ed economici.

Le due crisi petrolifere degli anni settanta precipitarono il mondo occidentale in un baratro identitario. Cos le percepimmo allora. Al confronto con l’emergenza sanitaria ed economica del 2020, ci appaiono oggi due passeggiate della Storia. Eravamo tutti convinti che il sistema industriale, cos come lo avevamo conosciuto, non avrebbe retto all’urto dell’aumento vertiginoso dei prezzi del greggio. E le nostre vite sarebbero cambiate. Giovane cronista, fui mandato spesso a seguire i vertici dell’Opec, l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (che noi, scherzando, declinavamo in cetrolio per completare l’acronimo). La figura dello sceicco Ahmed Zaki Yamani, per lungo tempo ministro saudita, dominava la scena mediatica. Era il potente capo del cartello dei produttori. Uomo di grande fascino. Assomigliava all’Omar Sharif del Lawrence d’Arabia di David Lean. Le nostre vite sembravano dipendere dalle sue parole. Gentili ma inquietanti. Ricordo un vertice a Ginevra, durante il quale l’Opec aument il prezzo di riferimento del barile da 32 a 34 dollari. Il giorno dopo si scaten il panico sui mercati. La bolletta petrolifera per i Paesi trasformatori, come l’Italia, si gonfiava a dismisura. Incontenibile. L’avremmo mai potuta sostenere e pagare? Il pessimismo dominava ogni commento. Le Cassandre abbondavano. L’assunto era quello che il petrolio, non solo sempre pi caro, si sarebbe esaurito presto. Come peraltro emergeva dal rapporto Meadows del Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei, sui limiti dello sviluppo, del 1972. Analisi comunque profetica e oggi di grande attualit sul tema della sostenibilit delle risorse naturali. Yamani, pi di quarant’anni fa, non immaginava certo che il petrolio avrebbe avuto addirittura una quotazione negativa. Com’ avvenuto con il crollo dei prezzi nella primavera del 2020, nel pieno della crisi economica per la pandemia di coronavirus. Ovvero produttori e distributori presi dall’angoscia di non sapere pi dove stoccare e mettere il greggio. E, dunque, nella disperata condizione di pagare gli acquirenti purch ne comprassero un po’. Curioso: lo strumento dei contratti a termine, dei future, venne perfezionato proprio nelle crisi petrolifere, per consentire alla domanda di proteggersi dai repentini aumenti di prezzo della materia prima! (…)

L’introduzione completa sul prossimo numero dell’Economia in edicola luned 3 agosto, gratis.