Bei-Cassa Trentino, dalle reti all’energia piano da 300 milioni

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Mentre si discute del Recovery fund, ci sono risorse gi disponibili che potrebbero essere impiegate. E sono quelle della Bei, la Banca Europea degli Investimenti. Unica condizione, che vengano presentati progetti credibili. Qualcosa su cui investire. Ed questo il metodo che ha utilizzato la Cassa del Trentino, una sorta di Cassa depositi e prestiti regionale che fa capo alla Provincia Autonoma di Trento. Un negoziato avviato in piena pandemia che si chiuso in questi giorni. La Bei erogher un finanziamento di 300 milioni che servir a finanziare dall’edilizia scolastica, alle infrastrutture, all’efficientamento energetico alle fonti rinnovabili, ai trasporti, riqualificazione urbana, illuminazione pubblica. Finanziamento che pu arrivare al 90% del valore dei progetti (100% nella sanit). Da un lato dunque l’operazione finanziaria, con un tasso di poco superiore al tasso del Mes (Meccanismo europeo di Stabilit). Ma molto al di sotto dei prestiti emessi dallo Stato di pari scadenza. Saranno finanziabili i progetti che avranno l’obiettivo di alleviare gli effetti della crisi economica, si legge nella nota Bei. Mentre si discute anche di emettere un bond regionale, visto il rating, di due livelli superiori a quello dello Stato italiano. Abbiamo immaginato di raccogliere le richieste e i progetti che venivano dai territori e li abbiamo fatti convogliare nella richiesta alla Bei. Un metodo che ha consentito di velocizzare i tempi e affiancare le singole amministrazioni in questo tipo di operazione, spiega Marco Radice, presidente della Cassa. Abbiamo potuto contare su un sistema pubblico capace di mettere insieme progetti credibili in tempi brevi. Un metodo dunque che mette insieme esigenze finanziarie e progettuali. Il Trentino ha una lunga tradizione nell’utilizzo dei finanziamenti della banca dell’Unione Europea. Sono molto orgoglioso che sia stato il primo in Italia a utilizzare le risorse che mettiamo a disposizione di Regioni e Provincia per dare impulso all’economia, ha sottolineato Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei. Perch il grande paradosso, in questa fase, inseguire finanziamenti che ancora non ci sono mentre si rischia di perdere i fondi che gi ci sono. Con un metodo replicabile.