Alitalia, i dubbi degli esperti sul dl agosto: «Così si rischia lo stallo»

2 mesi ago laveritaeradigitale Commenti disabilitati su Alitalia, i dubbi degli esperti sul dl agosto: «Così si rischia lo stallo»


un articolo pensato per sbrogliare una matassa creata dai precedenti decreti del governo. Ma per com’ stato scritto — almeno nella bozza — il numero 69 del dl Agosto rischia di condannare la vicenda Alitalia allo stallo permanente. quanto spiegano al Corriere della Sera due fonti istituzionali che seguono il dossier della compagnia tricolore dall’inizio dell’amministrazione straordinaria (2 maggio 2017) e che invitano a riconsiderare quel testo per evitare conseguenze peggiori, fallimento compreso.

La bozza

La bozza del dl — che aspetta l’approvazione del Consiglio dei ministri — prevede la creazione di una newco con un capitale sociale di 10 milioni di euro (contro i 3 miliardi stanziati dal decreto Cura Italia per rilanciare il vettore) e ai soli fini dell’elaborazione del piano industriale, concede un mese di tempo ai vertici designati della nuova societ — l’amministratore delegato Fabio Maria Lazzerini e il presidente Francesco Caio — per redigere quel documento e inviarlo alla Commissione europea per l’approvazione. Un modo per sciogliere il nodo principale causato dalle precedenti misure del governo che hanno vincolato la nascita della newco all’ok di Bruxelles, ma il via libera la Ue intende darlo dopo aver visto il piano industriale che, per, pu essere elaborato soltanto dalla newco. Ecco allora l’idea di aggirare l’ostacolo con una societ e uno scopo ben precisi.

I nodi

Ma qui, sottolineano le fonti, si aprono scenari diversi e per alcuni versi pericolosi. Nello scenario migliore — l’ok di Bruxelles al piano industriale — il governo sar chiamato ad approvare un secondo decreto sulla newco per modificare l’atto costitutivo, lo statuto e provvedere all’adeguamento del capitale sociale, aumentando la dotazione finanziaria con i tre miliardi previsti. Ma nello scenario peggiore — la bocciatura della Ue — la nuova societ, quella creata ad agosto per il piano industriale, finirebbe in liquidazione.

Il bivio

La liquidazione della newco — ritengono le fonti istituzionali — non si traduce automaticamente nella chiusura di Alitalia in amministrazione straordinaria. Ma costringerebbe l’esecutivo a un bivio: o decide di continuare con la gestione commissariale, erogando un altro prestito (miliardario) e andando incontro a un nuovo contenzioso con la Commissione europea sugli aiuti di Stato — ci sono gi due fascicoli aperti per i 900 milioni erogati dal 2017 —, oppure chiude l’aviolinea, mandando a casa circa 11 mila persone e lasciando in mano al mercato la connettivit del Paese.

Una newco di breve durata

Non solo. Secondo le fonti la bozza dell’articolo avrebbe conseguenze operative anche sul vertice designato. Con 10 milioni di euro l’aspettativa di vita della newco cos immaginata dal dl non sarebbe di pi di 3-4 mesi, l’ad e il presidente potrebbero fare poco o nulla, confida una delle due fonti. Non solo per la dotazione finanziaria (che renderebbe impossibile pensare al rinnovo della flotta o alla rinegoziazioni dei contratti), ma perch solo un pazzo lascerebbe una posizione per andare a lavorare, per pochissimo tempo, in una nuova societ cos piena di incognite, aggiunge l’altra fonte.

Un dossier, quattro ministeri

Secondo le fonti istituzionali e un funzionario della Commissione europea che segue da vicino la situazione, il dossier Alitalia difficile da gestire anche per la presenza di troppi ministeri: dall’azionista di maggioranza (l’Economia e le finanze) al dicastero dello Sviluppo economico, da quello delle Infrastrutture e i trasporti a quello del Lavoro. Il governo italiano deve decidere cosa fare sulle sorti della compagnia — prosegue il funzionario europeo —: o soddisfa i requisiti di Bruxelles, ma scontenta i sindacati, oppure accoglie le richieste delle parti sociali locali, ma dando per scontato il “no” della Commissione al piano industriale della newco.

Le tempistiche

In tutto questo la variabile tempo cruciale per le sorti del vettore tricolore. La lentezza del dossier, a meno di un cambio di passo — ragionano le fonti istituzionali — rischia di far decollare la newco nella primavera 2021, troppo tardi per poter essere pronti alla vera ripartenza post-Covid, prevista nella prossima stagione estiva (che nel trasporto aereo inizia a fine marzo e si conclude al termine di ottobre). Cos tardi che il governo in parallelo potrebbe essere costretto a metter mano al portafoglio anche per rafforzare la cassa dell’amministrazione straordinaria e consentirle di proseguire fino all’avvio della newco.