Dalla formazione alle tasse, tutte le proposte per far ripartire l’Italia

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La ricostruzione con il Recovery Plan rappresenta una fase importante e delicata, tutti sappiamo che un’occasione irripetibile ed eccezionale per lo sviluppo e la crescita del Paese, ma che lascer significative eredit sul nostro debito pubblico. Perci cruciale scegliere gli interventi pi efficaci. Tanti i progetti e le proposte presentate da diversi think tank. La Fondazione ResPublica ha confrontato le posizioni della Task Force Colao, Aspen Institute, della stessa Fondazione ResPublica, Associazione MinimaMoralia, Fondazione FareFuturo, su 5 aree fondamentali per lo sviluppo economico: formazione, innovazione, produttivit e politiche industriali, investimenti e sostenibilit, riforma fiscale. E ha inserito inoltre le misure indicate nel piano France Relance, pubblicato a settembre dal presidente francese Emmanuel Macron, per un paragone internazionale con un grande Paese pesantemente colpito dall’epidemia.

Dal confronto emerge innanzitutto la comune richiesta di maggiore ricerca applicata e un’istruzione pi tecnica, ad esempi attraverso un rafforzamento degli Its ma anche la riforma dei dottorati di ricerca, una scelta prioritaria per cambiare la cultura del Paese, aumentare l’attrattivit del Paese e favorire l’innovazione per rendere le imprese pi competitive. Tutti i pensatoi chiedono . procedure pi snelle e tempi pi veloci per autorizzare gli investimenti, ma anche una riqualificazione urbana in chiave sostenibile. Ecco, area per area, tutte le proposte per rilanciare il Paese dopo l’emergenza coronavirus.

Formazione

La Task Force guidata da Vittorio Colao ha indicato l’obiettivo di modernizzare il sistema della ricerca (con nuovi poli di eccellenza scientifica internazionale competitivi). Chiede inoltre l’investimento nell’istruzione professionalizzante (ITS/lauree professionalizzanti) attraverso partnership con i privati; formazione specifica per gli ordini professionali; la riforma del dottorato di ricerca con introduzione di un’ applied phd (competenze pratiche) ; 20 nuovi corsi di dottorato in innovazione delle imprese (di cui 15 in discipline science per le professioni del futuro).

L’Aspen Institute guarda piuttosto ai modelli di successo svedese e danese. Voucher per corsi di formazione spendibili durante l’intera vita lavorativa. suggerisce il supporto pubblico (anche di reskilling) nei periodi di transizione tra diversi impieghi; un piano occupazionale strategico, con l’ individuazione dei trend del mercato del lavoro per indirizzare i giovani nella scelta dei percorsi universitari; e l’introduzione dell’obbligo di frequenza di almeno un semestre universitario presso un istituto di un Paese Ue.

Per l’Associazione MinimaliaMoralit (MM) bisogna partire invece dall’investimento negli asili nido, garantendone l’accesso ad almeno il 50% dei bambini tra 0 e 3 anni. Indica un maggiore ruolo degli insegnanti, creando quadri della scuola, favorendo i pi capaci ad assumere forme di responsabilit all’interno degli istituti. Chiede l’aumento degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) grazie a una veste pi qualificante e attrattiva. E infine suggerisce la creazione di 50 Fraunhofer dell’istruzione, mutuati dal modello tedesco: una rete di 72 istituti di ricerca applicata, con finanziamento pubblico-privato volto a assicurare la piena osmosi tra ricerca e sua applicazione industriale.

Per la Fondazione Fare Futuro le priorit sono l’aumento del numero dei ricercatori universitari, riducendo le rigidit nelle assunzioni; la riforma dell’istituto del dottorato di ricerca; maggiore autonomia universitaria (ampliando il livello di indipendenza in ambito di organizzazione e ricerca, e nell’organizzazione dei corsi di laurea); il potenziamento delle possibilit di creare spin-off e realt imprenditoriali all’interno degli atenei.

La formazione per ResPublica deve cominciare da un investimento straordinario sul capitale umano anche sfruttando le opportunit dell’innovazione tecnologica. Suggerisce poi l’introduzione di misure per favorire il rientro delle eccellenze italiane nel mondo. “Grand cole”, per la formazione della classe dirigente; lo sviluppo di un’offerta formativa attrattiva verso i settori ad alta potenzialit del futuro; il rafforzamento della formazione tecnica investendo sugli ITS e cultura della imprenditorialit nelle scuole. Ma biosgno introdurre anche la formazione continua (life long learning) a scuola, nelle universit e al lavoro sfruttando le nuove tecnologie e promuovere la la parit di genere nei percorsi educativi a minore presenza femminile.

Che cosa vuol fare la Francia sulla formazione? Nel piano France Relance si legge: pi investimento per la formazione e il reskilling dei dipendenti in part time su professionalit legate a industria, digitale, transizione ecologica e professioni sanitarie (un miliardo di euro); fondi speciali destinati all’assunzione di apprendisti; 300 milioni di euro di incentivo per l’acquisto e l’utilizzo di piattaforme digitali per l’insegnamento per via telematica.

Innovazione

Ecco cosa serve all’Italia, secondo la Task Force Colao, per accelerare sull’innovazione: revisione dei limiti di emissioni elettromagnetica entro le linee guida europee e in linea con gli altri stati per il 5G. Incentivi per la diffusione della banda larga presso le fasce pi deboli (voucher). Piano Nazionale Fibra e collegamento ad alta velocit di tutte le strutture sanitarie e scolastiche. Un’unit di procurement di servizi ICT per la Pubblica amministrazione al fine di introdurre competenze nell’acquisto dei servizi digitali. Incremento del beneficio del patent box (dal 50% al 70%) e ampliamento ad ulteriori beni immateriali agevolati.

L’Aspen Institute indica tra le priorit il potenziamento delle piattaforme europee di ricerca sul modello del CERN, di ESA e di EMBO. Poi il sostegno alla dimensione di scala europea delle pi importanti filiere italiane dell’innovazione; l’abolizione del vincolo che impedisce di mantenere la doppia cittadinanza accademica da parte di docenti che insegnano in Italia e all’estero. Chiede inoltre di favorire la nascita di fondazioni pubblico private a sostegno della ricerca tecnico scientifica e l’istituzione di un Ufficio del Consigliere scientifico del Presidente del Consiglio, come gi avviene in Paesi con collaudati modelli di consulenza scientifica come il Regno Unito o gli Stati Uniti.

Per MM necessaria la riforma dei contratti di lavoro, in particolare il sostegno allo smart working in tutti i comparti di impresa riconfigurando l’organizzazione aziendale. Poi serve supporto e finanziamento nazionale su ciascun Important Project of Common European Interest (IPCEI) e il rifinanziamento di tutte le JU/PPPs europee che vedono una forte partecipazione di imprese italiane: dalla fotonica (Photonics21) alla microelettronica (Ecsel, HPC), dalle bio-based industries all’economia dello spazio.

Alla base deve esserci una strategia nazionale per l’attrazione degli investimenti, in particolare in innovazione, indica la Fondazione Fare Futuro. Ma centrale deve essere anche l’accelerazione da parte del governo nella realizzazione di un cloud nazionale, per mantenere il controllo pubblico dei dati; con investimenti nella open science cloud. Inoltre bisognerebbe razionalizzare gli incentivi all’innovazione esistenti a volte contradditori o non utili al sostegno dei processi innovativi.

Per ResPublica prioritaria l’accelerazione degli investimenti in 5G sul tutto il territorio nazionale. Ma anche nella preparazione dell’Artificial General Intelligence (Intelligenza generatrice automatica di problematiche) , per esempio interazione uomo-macchina, veicoli autonomi. Serve la definizione di un nuovo piano di investimenti industria 4.0; Strategia per la transizione energetica verso la graduale decarbonizzazione (green economy) del sistema industriale e della mobilit; Formazione specifica continua ed avanzata sulla rapida evoluzione delle tecnologie, soprattutto software in ambito industriale; Regolamentazione e incentivazione dello smart working, per agire sulla produttivit delle imprese e migliorare la qualit di vita nei centri urbani.

La Francia, su questo fronte, promette un piano di sviluppo dell’idrogeno verde, stanziando 2 miliardi nel biennio 2020/2021 e 7 miliardi entro il 2030. Ma anche un piano di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e degli alloggi popolari (4,5 miliardi); il sostegno alla domanda dei veicoli verdi (1,9 miliardi); il supporto allo sviluppo dei settori digitali, anche in ambito sanitario (computer quantici, intelligenza artificiale, cyber security) con 2.6 miliardi e la digitalizzazione dei servizi pubblici, scuola, giustizia, cultura (1,5 miliardi).

Produttivit

Sul tema produttivit ecco le proposte della Task Force Colao: revisione ACE migliorando la proporzione tra incrementi di capitale e deduzione dal reddito imponibile; incentivi per l’istituzione di fondi di turnaround agevolando gli investimenti in imprese in difficolt; ripristino dell’iper e superammortamento (applicazione dell’aliquota prevista anche per gli investimenti in software); incremento delle aliquote e del massimale di investimento agevolato per il credito R&D; forme semplificate di interpello con il Mise per problematiche applicative legate alle attivit agevolate.

L’Aspen Institute punta a canalizzare il risparmio delle famiglie, oggi dormiente nei conti correnti con un piano straordinario. Chiede di creazione SPV focalizzate su determinati comparti produttivi ad alto potenziale o aree geografiche, per investire il capitale raccolto e fornire credito alle societ innovative e sostegno alla crescita delle stesse. Vorrebbe il potenziamento della Simest, la societ italiana per le imprese miste all’estero, di propriet di Cdp affinch intervenga nella capitalizzazione delle imprese pi deboli, eliminando i vincoli di soglia alle partecipazione che pu sottoscrivere.

Per MM serve l’estensione della detrazione per gli investimenti da parte di persone fisiche e giuridiche (oggi su start up e pmi innovative ). Introdurre uno schema modello Pir per l’investimento in PMI non quotate le aiuterebbe ad aumentare la produttivit. In caso di necessit, dovrebbe esserci inoltre la possibilit di trasformare in accordo con il creditore, il credito in equity al fine di evitare lo sviluppo di crediti deteriorati. Infine invoca l’istituzione di un fondo con capitale paziente pubblico per investire in societ in difficolt e accelerare l’uscita dalla situazione di crisi.

La Fondazione Fare Futuro pone il focus sull’efficienza della PA (tra i principali freni alla competitivit delle imprese). Indica una politica industriale nazionale per i champions (modello francese) affinch possano diventare campioni europei e l’investimento nel capitale umano della PA incaricato di definire tali politiche di sostegno ai champions. Chiede inoltre pi investimenti in capitale fisico di infrastrutture (dalla logistica alla digitalizzazione) per migliorare la competitivit delle nostre imprese.

Ecco la ricetta di ResPublica: incentivi per aumentare la capitalizzazione delle imprese attraverso aggregazioni e apertura del capitale. Rafforzamento delle misure di Industria 4.0 (super ACE, iper-ammortamento). Miglioramento della competitivit del mercato italiano con l’adozione di un pacchetto di interventi per risalire nell’indice Doing Business della Banca Mondiale per un Italia attrattiva per gli investimenti diretti esteri. Adozione di un pacchetto liberalizzazioni per aumentare la concorrenza e abbattere le barriere all’ingresso dei settori protetti

La Francia ha stanziato oltre 12 miliardi per questa voce, che include un piano per la rigenerazione industriale e la decarbonizzazione (1.2 miliardi); un piano per conversione agricola in ottica sostenibile, verde e per la salvaguardia ambientale del territorio (oltre un miliardo); un piano di sostegno al settore aeronautico e dell’automobile (2,6 miliardi); lo sviluppo e sostegno dei mercati delle tecnologie verdi (idrogeno, riciclo, bio-carburanti, de-carbonizzazione (3,4 miliardi);il sostegno all’innovazione e ai progetti innovativi delle filiere strategiche (2 miliardi); il sostegno finanziario e capitalizzazione alle PMI e imprese innovative (3 miliardi).

Investimenti

Snellire e semplificare le procedure la parola chiave della Task Force Colao grazie all’istituzione di un’Unit a diretto riporto di Palazzo Chigi, a cui assegnare compiti di analisi, assistenza a consulenze per accelerare l’iter autorizzativo. Lo scopo: sbloccare gli investimenti attraverso la riduzione dei tempi autorizzativi. Ma suggerisce anche di definire un piano strategico dei poli intermodali, inclusivo degli scali portuali del Mezzogiorno per riposizionare il Paese nei flussi globali dei commerci.

Allineato l’Aspen Institute che urge un piano strategico per sbloccare le opere prioritarie e la revisione delle norme del codice degli appalti , non generalizzando il modello Genova (per le sue specificit), ma adottando normative volte a superare le criticit. Ma serve anche un piano di investimenti sulle citt per la riqualificazione e il recupero degli stabili pubblici e per il rilancio del ruolo dei poli urbani come attrattori di investimenti.

MM mette l’accento sulla sostenibilit, con l’introduzione di una Carbon tax per ridurre le esternalit negative e finanziare la transizione energetica; il raddoppio della quota di elettrico da fonti rinnovabili entro 10 anni; l’incentivazione delle forme di trasporto a basse emissioni e ferroviario (colonnine elettriche diffuse ogni 30 km); competitivit del trasporto merci ferroviario rispetto a quello su gomma e graduale passaggio a mezzi green (elettrico, idrogeno) attraverso incentivi al rinnovo delle flotte veicoli; infine investimenti nella rigenerazione urbana in ottica green.

Meno vincoli regolatori attraggono pi investimenti, sottolinea Fare Futuro, che promuove inoltre una revisione degli indicatori su cui si basa l’attivit del Cipe includendo per la scelta degli investimenti anche criteri di sostenibilit, livello di disuguaglianza qualit della vita delle aree interessate agli interventi. Epoi bisogna puntare alla crescita del Mezzogiorno attraverso un potenziamento delle infrastrutture materiali (alta velocit, misure contro il rischio idrogeologico, beni culturali) e immateriali (formazione ed istruzione).

Per selezionare meglio gli investimenti , ResPublica suggerisce un’analisi costi benefici per individuare la miglior soluzione per soddisfare, al minor costo, l’interesse collettivo (opere frugali, pi tecnologia meno cemento). Ma anche una gestione straordinaria biennale con deroga del Codice Appalti per il rilancio post pandemia (puntando su Commissari straordinari per le opere prioritarie); accompagnata da una riforma strutturale del Codice Appalti da realizzarsi entro il termine del periodo di gestione temporanea; e un grande piano di investimenti per la riqualificazione urbana e il rilancio delle citt in ottica sostenibile.

Dal canto suo la Francia prepara un vasto investimento da 4,7 miliardi nel settore ferroviario (modellizzazione delle linee, riqualificazione dei convogli e sostegno al trasporto merci); un piano di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e degli alloggi popolari (4,5 miliardi); la rigenerazione urbana e un investimento pubblico in sanit da 6 miliardi.

Riforma fiscale

Una riforma strutturale di ampio respiro, ispirata all’equit, pu essere volano per una politica economica di rilancio e per favorire le politiche industriali, indica la Task Force Colao. Allo stesso tempo serve un’azione sia sulle imprese, attraverso incentivi volti a rafforzare innovazione, competenze (formazione), solidit finanziaria (capitalizzazione) sia sulle persone per ridurre le disuguaglianze e le discriminazioni nel mondo del lavoro.

L’Aspen Institute mette l’accento sull’export. Perci indica incentivi fiscali agli investimenti, e sostegno alle esportazioni per sostenere la competitivit. E l’adozione di una riforma fiscale che agisca in particolare sulle imprese esportatrici (con detassazione dei premi di produzione e per welfare aziendale); oltre al sostegno alle misure di industria 4.0. e nuovi incentivi per la formazione.

Per MM bisogna privilegiare il lavoro, con una significativa riduzione del cuneo contributivo per le nuove assunzioni: in misura di almeno 15 punti percentuali (7 a favore del lavoratore dipendente e 7 a favore del datore di lavoro); Poi serve una riduzione della pressione fiscale sui redditi bassi per sostenere i consumi; agendo con una estensione della no tax area. Prevedendo l’esclusione del contribuente colpevole di evasione dall’applicazione della no tax area per un certo numero di anni.

Un nuovo approccio fiduciario tra imprese e fisco, anche in relazione ai molti regimi agevolativi (oggi ostacolati da un’amministrazione tributaria non collaborativa) dovrebbe essere complementare a una riforma fiscale orientata all’equit e alla crescita, attraverso una semplificazione e ammodernamento dell’imposta sul reddito (Irpef), secondo Fare Futuro.

RepPublica propone il dimezzamento della pressione fiscale prioritariamente sulle imprese (Ires) come choc pro crescita. E la riforma potrebbe essere finanziata con le coperture derivanti dagli effetti positivi sul Pil grazie agli investimenti promossi con le risorse del Recovery Fund.

La riforma fiscale della Francia punta sulle imprese per favorire il re-shoring e generare nuova occupazione, per questo ha previsto 10 miliardi in meno dell’imposta sul valore aggiunto di impresa). Nella sua riforma inoltre Parigi indica la riduzione della pressione fiscale sui produttori per favorire la competitivit (- 7,2 miliardi) e la riduzione della tassazione sugli immobili per le imprese (- 3,2 miliardi).