Pop di Bari, 60 milioni dalla Regione «Azioni gestite da Puglia Sviluppo»

1 mese ago laveritaeradigitale Commenti disabilitati su Pop di Bari, 60 milioni dalla Regione «Azioni gestite da Puglia Sviluppo»



CREDITO

Mezzogiorno, 25 settembre 2020 – 14:04

Ecco la soluzione tecnica proposta per partecipare alla banca risanata con 1,6 miliardi Si utilizzerebbero fondi comunitari destinati alla garanzia del credito delle imprese

di Vito Fatiguso

La soluzione non proprio semplicissima, ma comunque sembra essere fattibile. Almeno questo la versione della Regione Puglia che, con il supporto di un parere di Deloitte Legal, si candida a entrare nel capitale della Banca Popolare di Bari. Ma con quale modalit? Il dossier, definito gi in periodo pre-Covid, stato oggetto di discussione con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in occasione di un incontro sul credito tenutisi in Fiera del Levante il 17 settembre scorso. La via tracciata dalla Regione porta all’impiego di fondi comunitari: si tratta di fondi rotativi posti a garanzia del credito. La Puglia avrebbe a disposizione 60 milioni da reimpiegare nei meccanismi di garanzia di credito a favore delle imprese. Il presupposto che ci sia prima il via libera di Bruxelles e Bankitalia. La soluzione, infatti, ricalca quello che il modello Mef-MedioCredito Centrale. La Popolare di Bari, infatti, controllata per il 97% da Mcc che una societ per azioni del ministero dell’Economie e delle Finanze. Cos, la Puglia utilizzerebbe Puglia Sviluppo che entrerebbe nel capitale della banca con poco meno del 9%. Questa la Regione che ha difeso con l’aiuto del Governo la sua banca – ha commentato il governatore Michele Emiliano al termine dell’incontro in Fiera -, ha consentito un salvataggio onorevole, cercheremo nel futuro di salvaguardare coloro che sono stati danneggiati. La Regione Puglia chiede di entrare nel capitale con una propria quota rilevante da 60 milioni.

In verit, non c’ un vero e proprio pressing per concludere l’operazione. Ma un’opzione che deve essere vagliata dalle autorit competenti. una soluzione – spiega Claudio Stefanazzi, capo di gabinetto del governatore – che abbiamo proposto per fare la nostra parte. Anche perch, se si dovesse optare per l’intesa, scaturirebbero benefici per il tessuto imprenditoriale locale. La partecipazione di Puglia Sviluppo sarebbe di capitale. Ma potrebbe garantire un’attivazione di impieghi pari a 240 milioni complessivi. Su come tecnicamente realizzare l’ingresso ci sono diverse ipotesi. Quella meno probabile una nuova emissione di azioni riservate, mentre non da escludere, che parte delle azioni possa essere ceduta da Mcc a Puglia Sviluppo. Ovviamente un ingresso della Puglia nella compagine societaria garantirebbe anche pi solidit sul mercato delle azioni della Pop di Bari.

Intanto, entro la fine della giornata nella sede dell’istituto di credito dovrebbe arrivare la lista con i nominativi della nuova governance da sottoporre all’assemblea dei soci convocata per il prossimo 15 ottobre. Secondo le ultime indiscrezioni circolate il ruolo di presidente dovrebbe essere ricoperto da Bernardo Mattarella (ad di Mcc), mentre quello di amministratore delegato andrebbe a Giampiero Bergami (attuale direttore generale della Pop Bari). E sul tema della rappresentanza interviene Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia. La Banca Popolare di Bari – sostiene l’imprenditore del settore farmaceutico – ha un’importanza strategica per il sistema economico e produttivo locale e per questo siamo particolarmente attenti all’iter che porter alla futura gestione. Ci auguriamo che accanto alle personalit esterne di altissima professionalit annunciate dalla stampa, per le quali esprimiamo apprezzamento e che certamente sapranno dare lustro e rilanciare l’istituto di credito pugliese, vengano affiancate anche professionalit del nostro mondo imprenditoriale ed universitario. Personalit con caratteristiche di autorevolezza, neutralit ed imparzialit, che in quanto espressione del territorio, sappiano interpretarne al meglio i bisogni e le priorit soprattutto in un periodo storico cos delicato.

25 settembre 2020 | 14:04

© RIPRODUZIONE RISERVATA