Ross: l’Europa deve far pagare più tasse a Google, Amazon e Facebook

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Alec Ross, 48 anni, americano, per la rivista Foreign Policy uno dei 100 Global Thinkers del nostro tempo: stato Senior advisor for Innovation per Hillary Clinton, durante il suo mandato di Segretario di Stato, e ha coordinato il comitato di Technology & Media Policy per la campagna presidenziale di Barack Obama. Il suo libro, The industries of the Futures, uscito nel 2016 e pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo Il nostro futuro, stato tradotto in 24 lingue. Questa settimana era a Milano per discutere su come possibile governare la tecnologia nell’ambito del ciclo di incontri There is No Alterative alla Fondazione Feltrinelli e lo abbiamo intervistato.

Da un mese Ross si trasferito in Italia con la famiglia — la moglie, docente di matematica alla John Hopkins University, e due figli di 13 e 15 anni (un terzo figlio di 17 anni gi Harvard) — per insegnare per un anno alla Bologna Business School. Un ritorno, perch all’universit della citt emiliana nel ‘91/92 aveva studiato per un anno Storia Medievale (per capire il futuro, si deve conoscere il passato, sottolinea) . E per questo motivo parla piuttosto bene l’italiano, una lingua che per la prima volta ha imparato da bambino, a Roma, dove a 11 anni ha trascorso un anno intero con il nonno, avvocato di origine abruzzese, impiegato all’ambasciata americana.

Che cosa insegna alla Business School di Bologna?L’intersezione tra geopolitica e geoeconomia, per capire quali sono gli effetti della geopolitica sull’economia e dell’economia sulla geopolitica. Un esempio? Amazon, Google o Facebook sono grandi e potenti come dei Paesi, quindi il Ceo di queste aziende pu essere paragonato a un capo di Stato. Uno dei temi principali che affronto nel corso il contratto sociale, cio il rapporto tra il governo, il business e il popolo. In questo rapporto serve equilibrio, noi lo abbiamo perso. Negli Stati Uniti oggi il potere in mano ai grandi gruppi della tecnologia. Io sono un capitalista, ma non pu esserci squilibrio nel contratto sociale. Inoltre studio il potere geopolitico, osservo come fluttua. L’ultima volta che il business ha avuto pi influenza sulla geopolitica stato esattamente 75 anni, alla fine della Seconda Guerra mondiale. Ora succede di nuovo: abbiamo perso l’equilibrio.

Come accaduto? Ross si alza in piedi, si toglie la cintura dai pantaloni e la solleva con la mano destra. Supponiamo che avessi comprato online questa cintura a Milano per 40 euro da un produttore di Firenze, cliccando su un annuncio di Google. Per ogni acquisto il pellettiere fiorentino deve pagare poco meno del 10% a Google, diciamo 3,90 euro; poi il 22% di Iva e infine le tasse sul reddito con un’aliquota del 41% ipotizzando un fatturato di 60 mila euro all’anno. Il confronto chiaro: il piccolo produttore paga il 41% di tasse sul reddito pi il 22% di Iva. Google, grazie a un complicato schema fiscale, invece paga meno dell’1% di tasse, appena lo 0,97%. E’ legale ma malvagio. L’Italia un Paese di piccole e medie imprese che pagano i 41% di tasse, mentre i loro concorrenti pagano appeno lo 0,97%. La concorrenza fondamentale. Io suo normalmente queste piattaforme internet e sono capitalista, ma dobbiamo ripristinare l’equilibrio. La questione della tassazione fondamentale, abbiamo bisogno di un sistema equo di imposte. Il problema che la rivalutazione del capitale tassata meno del lavoro. Cos io che appartengo all’1% della popolazione pi ricca pago una percentuale di imposte inferiore di chi lavora per me, perch la maggior parte del mio denaro deriva dalla crescita del capitale e non del lavoro.

L’Europa sta cercando di tassare di pi i giganti del web, ma alcuni Paesi fanno resistenza. E gli Sati Uniti minacciano rappresaglie commerciali.Il capitale oggi globale. Quando un’azienda raggiunge una certa taglia, pu scegliere di uscire dal sistema fiscale e andare in un altro Paese pi conveniente. Il primo problema che l’Europa il suo stesso problema, perch Irlanda, Olanda, Lussemburgo e (ancora per poco) Regno Unito, gli Stati che fanno pagare tasse bassissime a Google e agli big della tecnologia, sono dentro l’Unione europea. Perci l’Europa dovrebbe prima di tutto mettere ordine nel suo pasticcio fiscale. Poi serve per regolamentare sulla questione fiscale serve negoziato multilaterale con gli Sati Uniti. Non c’ nulla di pi importante di un sistema fiscale globale equo. Con una tassazione giusta, l’Italia potrebbe permettersi di modernizzare l’istruzione, di fare investimenti in infrastrutture, di costruire network 5G o reti di protezione sociale, senza aumentare le tasse al ceto medio.

Donald Trump sta recuperando i consensi: sar rieletto presidente degli Stati Uniti a novembre? Non sono religioso, se lo fossi mi inginocchierei tutte le sera e pregherei perch perdesse. Se Trump sar rieletto sar la fine dell’America come grande potenza in termini di leadership globale e la fine della Nato.

C’ il rischio che vinca? Credo che abbia una buona probabilit. Penso che vincer? No, ma potrebbe vincere.

Dopo il sistema fiscale, bisognerebbe aggiustare anche il meccanismo democratico? Chi vota per Trump? Il peccato originale degli Stati Uniti il razzismo, che non si mai spento. Trump stato capace di riaccenderlo. Non lo ha creato, ma ha gettato benzina e ha soffiato sul fuoco. E’ un fenomeno che non riguarda solo l’America, in tutto il mondo c’ molto odio verso i migranti, anche in Italia, nel Regno Unito. E i Salvini, i Boris Johnson, Le Pen sanno come manipolare le persone. Tutti disprezzano Trump, ma poi lo ringraziano per il taglio delle tasse. Dunque ecco chi vota per Trump: persone poco istruite e razziste, combinate ad alcuni personaggi della finanza che si preoccupano solo dei soldi.

La tecnologia di per s non n buona n cattiva, dipende dall’uso che se ne fa. Vede pi rischi o benefici? La tecnologia ha gi migliorato la nostra vita. E’ la nuova materia prima. La terra era la materia prima dell’et agricola e chi possedeva la terra aveva il potere; il ferro era la materia prima dell’era industriale e chi aveva le fabbriche aveva il potere; i big data sono la materia prima dell’economia di oggi e di domani, e nell’et dell’informazione chi ha i dati ha il potere. Analogamente, i porti erano l’infrastruttura del 1700; le ferrovie l’infrastruttura del ‘800 e le autostrade quella del XX secolo. La banda ultra larga l’infrastruttura del XXI secolo. Se il tuo villaggio non ha la connessione a Internet veloce tagliato fuori, come non avere la stazione ferroviaria nel secolo scorso: il treno non passava. La banda larga necessaria per competere.

A proposito di banda ultra larga. L’Italia ha scelto di creare una rete unica , di cui un soggetto privato operatore di tlc (Tim) avr il controllo azionario e lo Stato (attraverso Cdp) sar socio di minoranza. Vodafone e gli altri concorrenti temono il ritorno al monopolio. E’ cos? Una grande rete potente meglio che niente e se c’ concorrenza meglio. Ma l’Italia dovrebbe fare cio che pu.

Come immagina il futuro dei robot grazie all’intelligenza artificiale? I robot impareranno a svolgere lavori cognitivi e non solo compiti ripetitivi, portando via un numero ancora pi altro di posti di lavoro agli essere umani?Non vedo bianco o nero, ma un crepuscolo grigio. Finora i robot hanno fatto lavori manuali e di routine. Ma un lavoro cognitivo e non ripetitivo potrebbe essere l’assemblaggio di una macchina sofisticata. Per nella storia dell’umanit non mai successo che l’innovazione tecnologica abbia portato un decremento netto di occupazione. Pensiamo ai benefici della tecnologia in agricoltura che ci permette di avere pi cibo a prezzi minori. Perci la tecnologia continuer a migliorarci la vita, ma dobbiamo preparare la nostra forza lavoro. La paura davanti all’automazione non nuova, ricordiamoci del luddismo, quando gli operai volevano distrugger le macchine che in fabbrica portavano via il lavoro. Faccio un esempio personale: il mio bisnonno lavorava in una miniera di carbone, se mio nonno fosse stato addestrato per fare anche lui il minatore sarebbe stato terribile. Invece andato a scuola, diventato un diplomatico e io ho passato un anno con li a Roma.

Sembra ottimista.Il problema vero formare le persone a fare lavori diversi. Essere ottimisti o pessimisti dipende da come prepariamo la forza lavoro. Per questo dobbiamo cambiare il nostro sistema scolastico, come stanno facendo la Norvegia o Singapore.

Quali sono i lavori del futuro?Ci sono settori ad alta crescita, ma troppo poche persone studiano in questi campi, ad esempio tutto il comprato di analisi dei dati. Comunque esistono molte aree non necessariamente tecnologiche: i robot non possono fare l’elettricista o l’idraulico, perci avremo bisogno di elettricisti e di idraulici. I pi a rischio sono i poveri e coloro con una cattiva scolarizzazione.

Qual il rischio pi grande davanti a noi?Quello che sta succedendo in Cina: una partnership tra il governo e le grandi aziende. Un po’ lo vediamo anche in America con Facebook, Zuckerberg si piega troppo.

Teme la guerra tra Stati Uniti e Cina per la supremazia tecnologica?Siamo passati dalla “cold war” alla “code war”, dalla guerra fredda alla guerra dei codici. Prima lottavamo per la terra, poi per le industrie, ora combattiamo per i dati.

Qual il ruolo dell’Europa davanti a questa guerra?L’Unione europea deve definire la propria agenda, non pu limitarsi a fare l’arbitro e ad estrarre il cartellino giallo quando qualcuno sbaglia. Deve mettere in campo la sua squadra, con campioni europei, non pi campioni nazionali.