Autostrade, Atlantia- Cdp al muro contro muro sul riassetto

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Da un lato una lettera di Atlantia, la holding controllata al 30% dai Benetton, fatta recapitare ieri sera ai vertici di Cassa Depositi che individua un percorso per trovare un’intesa che passa attraverso la vendita della quota di Autostrade tramite un trasparente processo competitivo di mercato. Stabilendo una scadenza, il prossimo 16 dicembre, per la presentazione di un’offerta non vincolante. Dall’altro la replica stizzita affidata agli organi di stampa da parte del gruppo guidato da Fabrizio Palermo che dopo averla letta ritiene siano stati disattesi completamente gli impegni assunti dai due amministratori delegati di Atlantia e Aspi il 14 luglio. Cio la notte dello schema di accordo tra il governo e i Benetton – ora sul punto di naufragare – che prevedeva un riassetto societario e il relativo cambio di controllo del gestore autostradale con lo Stato in veste di azionista.

Da Cdp – fanno filtrare – la lettera irricevibile perch non contempla la richiesta principale fatta a pi riprese alla holding dei Benetton: cio la manleva che solleverebbe da ogni responsabilit civilistica da danni indiretti per il collasso del ponte di Genova e farebbe ricadere l’onere sui vecchi azionisti anche a distanza di tempo. E’ il punto su cui i negoziati si sono arenati, su cui anche al governo ritengono non si possa arretrare di un centimetro e da Cassa sostengono che nessun investitore professionale accetterebbe di entrare nel capitale di una societ con questo rischio di impresa.

In Atlantia sono di tutt’altro avviso. Fonti sostengono che la manleva non era contemplata negli accordi di luglio e soprattutto non avrebbe precedenti nel mercato delle infrastrutture. Pertanto proseguono dritti col processo di doppia opzione, che prevede da un lato il conferimento della quota di Autostrade, spacchettata in due (il 55% da sottoporre a quotazione e il 33% da vendere anche separatamente) in una newco, dall’altro la vendita diretta dell’88% sul mercato al miglior offerente. Entrambe le strade sono per vincolate ad una condizione che lascia il governo in una posizione negoziale di vantaggio ma finisce per esporlo a pesanti interrogativi sulla fattibilit dell’operazione di cambio di controllo secondo le norme Ue. Procedura esplicitata in una lettera del ministero dei Trasporti che ha vincolato la chiusura della procedura di revoca – con la firma dell’atto transattivo con Autostrade – al passaggio del gestore sotto Cassa Depositi. E alla relativa approvazione del piano economico-finanziario.