De Sena Antonio società di navigazione: Recovery Fund all’editoria, Martella: «Pensiamo a incentivi per gli abbonamenti»

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Un piano a sostegno della transizione al digitale dell’editoria, finanziato con le risorse del Recovery fund. il progetto presentato in commissione Cultura, gioved scorso, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Andrea Martella, che prevede un mix di interventi a sostegno della domanda e dell’offerta. Si va dall’estensione del Piano Transizione 4.0, oggi riservato alle imprese manifatturiere, per investimenti nella transizione digitale, agli incentivi alla lettura di quotidiani e periodici.

Andrea Martella, a che punto il Piano di rilancio del settore editoriale a valere sulle risorse del Recovery fund, di cui lei ha parlato in commissione Cultura?I progetti vanno presentati a gennaio e andranno circostanziati. Ma con il comitato interministeriale ne abbiamo gi sviluppato gli assi portanti.

Quali?La pandemia ha accelerato la transizione verso il digitale. Le imprese editoriali sono in prima linea, ma servono risorse. Immaginiamo un’estensione del “Piano Transizione 4.0”, gi previsto per le imprese manifatturiere, a sostegno delle aziende editoriali per investimenti in beni materiali e non.

Serviranno competenze.Il secondo punto del piano proprio la valorizzazione delle professionalit attraverso la formazione e l’aggiornamento. L’obiettivo anche favorire l’ingresso e la stabilizzazione di giornalisti e nuove figure professionali finora rimaste nel limbo del precariato.

Il terzo obiettivo sostenere la domanda d’informazione? S, pensiamo a misure come incentivi all’acquisto di device e abbonamenti a quotidiani e periodici per giovani, over 65, famiglie a basso reddito. Puntiamo a un’alfabetizzazione all’informazione digitale. Ma c’ un ultimo punto.

Quale? Il sostegno alle imprese che si dotano di strumenti contro i cyber-attacchi che sono esplosi durante la pandemia, dimostrando il pericolo che corre l’informazione e, tramite essa, la democrazia.

Quante risorse prevedete? Stiamo lavorando alla definizione delle risorse per i singoli progetti. Ricordo che per le misure varate nel 2020 per l’editoria, e che vorremmo stabilizzare, l’impegno stato di circa 150 milioni. chiaro che il budget del Piano non dovr essere da meno e dovr proiettarsi su pi anni.

Intanto sta arrivando in porto in Parlamento la nuova normativa sul copyright.Il Senato ne ha concluso l’esame in commissione. Ora tocca all’Aula, poi andr alla Camera. L’obiettivo vicino. Serviranno poi i decreti attuativi. Quindi si porr il tema della remunerazione da parte degli Ott (le media company che offrono servizi e contenuti direttamente via Internet, ndr) che finora hanno largamente utilizzato contenuti informativi ed editoriali altrui.

Il Piano avr effetti sull’occupazione?Auspico che liberi risorse per stabilizzare il precariato e favorire il turn over.

Che clima ha registrato in Parlamento sul Piano?La presidente della Commissione, Vittoria Casa (M5S), si espressa positivamente.Premetto che nelle scorse settimane una risoluzione sul tema era gi stata approvata all’unanimit. Gioved ho percepito un clima di consenso incoraggiante, con i dovuti distinguo.

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