Borsa Usa, da Amazon a Biogen e Procter&Gamble: le azioni migliori dopo le trimestrali

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La correzione subita da Wall Street la prima settimana di settembre ha fatto scricchiolare la fiducia di qualche investitore nella tenuta delle Borse, reduci da un rally travolgente, trainato dai titoli tecnologici, che ha spinto il Nasdaq in rialzo di 34 punti percentuali da inizio anno. Per non parlare delle performance siderali consegnate da aziende come Tesla, il gioiellino di Elon Musk, e Zoom, l’unicorno delle videoconferenze, in crescita rispettivamente del 337% e del 472% nel 2020, al netto del recente scivolone.

Risultati sorprendenti in un quadro di per s tetro, segnato da una recrudescenza del virus e molti primati negativi sul piano macroeconomico, nel secondo trimestre. Eppure, rassicurano le banche d’affari, da Credit Suisse a Goldman Sachs, il mercato Toro non giunto al capolinea. Si pu abbassare la guardia?

Le cifre

Non proprio. Dopotutto, la galoppata dell’S&P500 ha gi mostrato un profilo asimmetrico: i rendimenti dell’S&P500 sono in larga parte trainati dai colossi tech. E secondo gli esperti, la divergenza dei risultati, tra primi e ultimi della classe, destinata ad accentuarsi da qui in avanti. Vale la pena allora — sempre, ma a maggior ragione nell’attuale contesto di mercato — mettere a fuoco l’andamento delle singole aziende. Consapevoli che sui mercati finanziari i numeri hanno sempre un valore relativo: ogni dato va letto in relazione alle aspettative.

Cosa raccontano le trimestrali? Gli analisti di Morgan Stanley hanno fatto i conti, scoprendo i titoli che hanno sorpreso positivamente, sul piano degli utili e dei ricavi, e quelli che invece hanno deluso le attese.

Tra i favoriti salta subito all’occhio Amazon, premiata dal boom del commercio elettronico. Mancano all’appello, per, gli altri Faang, l’acronimo che abbraccia, oltre alla creatura di Jeff Bezos, le altre Big tech Facebook, Apple, Netflix e Google. Ci sono giganti come Procter & Gamble e Blackrock, nomi conosciuti come Electronic Arts e Activision Blizzard (videogiochi), Humana e Biogen (cura della salute), ma anche societ meno note, che operano in una pluralit di settori (vedi tabella).

Il modello analitico sviluppato da Morgan Stanley prende in esame le aziende che hanno pubblicato i risultati nei mesi di luglio e agosto, hanno superato le previsioni sul secondo trimestre, mettendosi in evidenza rispetti ai competitor, e rispettano determinati requisiti di liquidit.

Sul versante opposto, vengono elencate le societ che hanno deluso le aspettative in modo pi marcato rispetto agli operatori dello stesso settore: la lista nera comprende, tra gli altri, la catena di alberghi Hilton Worldwide Holdings e il sito di viaggi Expedia. Tra gli sfavoriti, per, compaiono anche nomi pi o meno noti di settori ben rappresentati nella lista dei campioni. Per la tecnologia, ad esempio, Advanced Micro Devices, Global Payments e First Solar. Per l’health care, Biomarin Pharmaceuticals, Perrigo, Ionis Pharmaceuticals. Per la finanza, Wells Fargo e Santander Consumer Usa Holdings.

La distinzione

A conferma che in ogni comparto ci sono stati — e ci saranno — vincitori e vinti. Rimangono per delle tendenze settoriali che lo studio di Morgan Stanley sottolinea chiaramente: la maggior parte delle sorprese positive, infatti, si riscontra nella tecnologia (79%), nel comparto industriale (73%) e nei consumi di base (69%). L’energia, invece, totalizza la percentuale pi elevata di aziende con risultati inferiori alle attese (15%). Complessivamente, il 60% delle aziende ha superato le stime della vigilia sugli utili e, a livello aggregato, i profitti dei 1.500 titoli a maggiore capitalizzazione dell’indice Russell 3000, oggetto di questa analisi, hanno battuto le attese del 27,4%.

Bisogna per guardare ai numeri in profondit, evitando eccessi di ottimismo: nonostante le sorprese, infatti, i profitti maturati valgono il 33% in meno rispetto ai livelli toccati nello stesso periodo dello scorso anno. Il declino appare particolarmente acuto per energia (-164%), titoli industriali (-76%) e consumi discrezionali (-73%). In definitiva, tecnologia, utility e cura della salute sono gli unici settori a restare a galla, grazie a un moderato incremento dei profitti su base annua, compreso tra il 2% del tech e il 9% dei servizi di pubblica utilit.