Cairo: «Abbiamo le capacità per uscire da questa crisi»

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La nostra imprenditoria figlia dell’artigianato. Le nostre eccellenze chiamate ad una straordinaria prova di resilienza puntando sulla diversificazione. I nostri campioni nazionali chiamati ora al salto dimensionale. Con la finanza in grado di sostenerli per tentare la strada dell’internazionalizzazione in un mondo che si sta ridisegnando su filiere pi corte per una nuova globalizzazione regionale. Le eccellenze d’impresa del 2020, il riconoscimento dedicato alle aziende che si distinguono per prestazioni straordinarie, racconta di come ci sia un tessuto tricolore in grado di smontare la tesi del declino inevitabile anche in un anno che non induce a facili ottimismi. Come Caff Borbone nel settore del caff porzionato (capsule e cialde compatibili), che si aggiudicata il primo premio con fatturato in crescita del 36% grazie anche all’ingresso del nuovo socio di controllo, la Italmobiliare della famiglia Pesenti. Come la Lincotek, che si occupa di turbine industriali a gas, tra le prime a dotarsi di un impianto di additive manufacturing per la produzione di protesi ortopediche. Come la Carel per la sua spiccata vocazione all’export attiva nel controllo dei sistemi di condizionamento.

Rileva nel suo keynote speech Urbano Cairo, presidente ed amministratore delegato di Rcs (la casa editrice che pubblica questo giornale), che il salto si fa anche quotandosi in Borsa: Nel 2000 decisi di quotare la Cairo Communication dopo solo quattro anni di attivit. Fatturavamo circa 130-140 milioni ma non avevamo sufficiente cassa per fare acquisizioni. La Borsa fu un passaggio importante e necessario per trovare risorse sul mercato. Col tempo siamo diventati il primo editore italiano per copie vendute acquisendo anche un canale televisivo come La 7 e il gruppo Rcs, facendo un grande lavoro di efficienza. In Italia stiamo vivendo un momento difficile perch i contagi stanno salendo, ma noi dobbiamo abituarci a convivere con questa pandemia. Non possiamo pi avere lockdown, a meno che non succeda l’irreparabile – ragiona Cairo -. Quest’anno il Pil italiano andr forse gi del 10%, ma abbiamo le capacit per uscire bene da questa crisi come abbiamo fatto risollevandoci dal meno 6% del 2009. Il nostro non un problema di aziende manifatturiere, ma di pubblica amministrazione, digitalizzazione dove l’Italia arretrata.

Gli fa eco Marco Fortis, vicepresidente di Fondazione Edison, secondo cui c’ una parte dell’Italia che cresciuta diventando un benchmark internazionale grazie ad alcune riforme come Industria 4.0 e Jobs Act: la produttivit del manifatturiero tricolore negli ultimi 4 anni cresciuta pi di ogni altro Paese del G7. Rincara l’amministratore delegato di Arca Sgr, Ugo Loser: arrivato il momento di aumentare il ruolo di investitori istituzionali come i fondi pensione e di private equity. Mentre Luigi Consiglio, presidente di Gea, invita il Paese a dotarsi di una finanza moderna in grado di valutare progetti strategici con interventi legislativi sui nuovi Pir.