La felicità come acceleratore economico? Ecco chi ci prova

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La felicit e il benessere umano come essenziali driver economici e politici a livello globale. stato presentato il documento d’impegno stilato dai fondatori di Regeneration 20|30, il programma lanciato in questi giorni con un dialogo multilaterale e globale, mirato a promuovere un nuovo paradigma basato sulla rigenerazione di persone, risorse, economia e ambiente, che sostituisca l’attuale, ormai chiaramente fallimentare, paradigma estrattivo. Ci impegniamo ad agire come forza rigeneratrice per la societ – si legge nel ‘pledge’ firmato dai fondatori della Regenerative Society Foundation alla fine dell’evento di lancio tenutosi a Parma in questi giorni —. Il nostro scopo collaborare per dare inizio a una nuova era nella quale, entro il 2030, la felicit e il benessere umano saranno essenziali driver economici e politici a livello globale, gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite saranno raggiunti e misure radicali verranno intraprese per far fronte all’emergenza climatica.

Il progetto stato lanciato da un gruppo di imprenditori italiani – Davide Bollati (Davines Group), Maria Paola Chiesi (Chiesi Group), Andrea Illy (illycaff e Fondazione Ernesto Illy),Francesco Mutti (Mutti SpA) e Oscar di Montigny (Mediolanum e Flowe) – insieme a Nativa (partner italiana di B Lab) e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – gi accolto e recepito da numerose istituzioni e associazioni in diversi paesi del mondo. Le tre macroaree trattate durante la due giorni di approfondimenti sono Felicit Mondiale, Economia Rigenerativa, Lotta al Cambiamento Climatico. Temi profondamente interconnessi tra loro, in un approccio realmente olistico, poich un modello di economia rigenerativa permette di ottenere ricadute positive sia sul clima, attenuando il percorso disastroso verso cui ci si sta muovendo, sia sul benessere delle comunit e degli individui con maggiore inclusivit e p risorse meglio distribuite tra tutti.

Tra le azioni concrete che i firmatari del pledge sono chiamati ad intraprendere c’ l’adozione di strutture di governance che tengano in considerazione tutti gli stakeholder e strumenti che possano concretamente misurare i progressi delle organizzazioni nelle varie aree d’impatto. I firmatari del documento s’impegnano anche a intraprendere e comunicare azioni concrete per limitare le emissioni inquinanti all’interno delle singole organizzazioni e ad investire risorse economiche rilevanti in tecnologie sostenibili, oltre a garantire il benessere dei dipendenti delle proprie organizzazioni, sulla base di equit, inclusivit e rispetto. Ai governi e alle organizzazioni internazionali si chiede di potenziare l’impegno per il clima, raddoppiare il consumo di energia rinnovabile entro il 2030, interrompere gli investimenti negli impianti di energia elettrica a carbone entro il 2025, bloccare la registrazione di nuovi veicoli diesel e a benzina a livello globale entro il 2025, incoraggiare disinvestimenti in combustibile fossile entro il 2030, supportare le aziende e le autorit locali che portano avanti iniziative finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti.