Napoleone (Pitti): «Web, tv, porta a porta: business ibrido post Covid. E la provincia ora batte le metropoli»

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Il digitale nel business moda post pandemia la nuova sfida vitale delle piccole realt, ed la partita che si rivelata decisiva per Maison e gruppi pi strutturati. Le aziende pi robuste hanno giustamente deciso di rendere continuativo il rapporto con il digitale, anche se non sar mai sostitutivo dell’esperienza fisica, spiega Raffaello Napoleone, ceo di Pitti Immagine che dal 2013 organizza il summit di cui L’Economia partner, per far incontrare fashion business e tech start-up della moda, e fare il punto sullo stato dell’arte dell’evoluzione del settore.

Innovation Reset, la sfida del summit

L’ottava edizione dell’e-P Summit, il 21 ottobre a La Pelota a Milano, in forma ibrida con streaming ed evento in presenza, porter quest’anno a discutere del futuro della moda con Maison come Dolce & Gabbana e Gucci, Missoni, Moncler e Adidas — anticipa Napoleone —. Con Camera Nazionale della Moda e Camera Buyer, nello spirito fondativo di Pitti Immagine, l’ambizione del summit offrire un servizio alla crescita delle aziende del sistema moda tanto pi vitale in questo 2020 attraversato dall’emergenza Covid19. Non a caso il titolo di questa edizione Innovation reset.

La piattaforma Pitti Connect

Come si sono organizzati, nell’emergenza, gli operatori di settore? In modo ibrido, anche in questo caso: in mancanza di fiere in presenza Pitti ha varato il 16 luglio Pitti Connect, piattaforma fieristica digitale che ha avuto oltre un milione e 350 mila pagine viste con oltre 8 mila compratori per tutto il portfolio di fiere Pitti. Oltre il 50% i visitatori internazionali, rispetto al 45% tradizionale dell’appuntamento fisico delle fiere Pitti. In alcuni casi poi, per la campagna ordini per la primavera estate, alcune aziende si sono organizzate con una presentazione quasi porta a porta dei campionari ai principali clienti, un modo per supplire alla mancanza di fiere. Altre hanno persino affittato studi tv per realizzare presentazioni da inviare ai compratori. Insomma un mix vitale di fisico e digitale per rispondere alle difficolt del mercato in tempo di Covid.

Non solo Cina, Corea e Giappone trainano la ripresa

E come ne riemerge ora il settore, dopo i mesi pi difficili del lockdown? Ci sono state sorprese come la migliore tenuta della provincia italiana quanto a shopping di moda rispetto alle grandi citt metropolitane, e spesso dei multimarca, delle boutique rispetto a certe catene monomarca. E nelle grandi metropoli come Milano o Roma hanno retto meglio i negozi di quartiere, di aree residenziali, pi che quelli del quadrilatero o del centro storico pi votati al servizio di una clientela turistica internazionale che purtroppo rimasta bloccata dalla pandemia. La moda pu ripartire in tandem con il turismo? Non c’ dubbio, il flusso turistico vitale per citt come Firenze storica sede di Pitti dalla prima sfilata in Sala Bianca negli anni ‘50, poi certo ci sono state realt meno penalizzate penso a Venezia dove hanno continuato ad arrivare comunque turisti dalla vicina Svizzera o Austria per i quali la difficolt dei voli aerei non ha fatto la differenza. Lo scenario della ripresa internazionale dei consumi di moda trainato dalla Cina, e dal revenge shopping. Un caso isolato? No, anche da Corea e Giappone arrivano segnali incoraggianti per le Maison di moda. E quanto alla Cina oltre all’effetto pandemia che ha costretto i cinesi a far shopping entro i confini nazionali, gioca anche l’effetto del taglio dei dazi sui prodotti di moda-lusso.