Sostenibilità: ritardo di 60 anni sull’Agenda Onu al 2030, Italia avanti su energia pulita e industria verde

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Per una transizione giusta verso un mondo pi inclusivo e sostenibile ci vogliono azioni audaci. Sono quelle che l’Onu chiede alle undicimila imprese globali che si sono impegnate nel Global Compact a promuovere al proprio interno la realizzazione dei 17 obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030. E sono quelle di cui si parlato nel quinto Italian Business & SDGs Annual Forum, promosso dal Global Compact Network Italia. Il forum, che si svolto a Roma e in digitale (e che ha avuto come main sponsor Enel e come sponsor Maire Tecnimont e Terna), stata l’occasione per discutere le azioni messe in campo dalle aziende italiane per la realizzazione degli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite come via principale per la creazione di un mondo pi equo e di un mercato centrato sul rispetto dell’ambiente e del clima. Oltre 130 rappresentanti di aziende, istituzioni e organizzazioni non profit impegnate sulla transizione per l’Agenda 2030 hanno preso parte alla due giorni dedicata allo sviluppo sostenibile.

Traguardi

A vent’anni dalla sua nascita, il Global Compact registra ancora progressi troppo lenti verso i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che di questo passo saranno raggiunti con cinquant’anni di ritardo, secondo i calcoli pi ottimistici. Secondo il Social index progress 2020, con lo scenario attuale, l’Agenda Onu non raggiungibile prima del 2082. Un ritardo di quasi sessant’anni che non ci possiamo permettere, con il rischio che la crisi post-Covid faccia slittare in avanti di altri dieci il traguardo.Nel decennio che ci separa dalla scadenza bisogna perci accelerare, come emerge anche dai dati contenuti nel Progress Report relativi alle 300 aziende italiane aderenti al progetto, presentato al forum. A differenza degli attori economici europei ed internazionali, le imprese italiane non sembrano essere ancora impegnate in modo uniforme su tutti i 17 obiettivi. In primis, resta da migliorare l’impegno sul fronte dell’obiettivo 5, quello relativo all’inclusione di genere, mentre sono gi riconosciuti fra le priorit nazionali l’obiettivo 7 sull’energia pulita e il 9 sull’industrializzazione sostenibile e le infrastrutture.

Da qui la proposta di creare un Osservatorio su diversity e inclusione, che dovr essere esaminata per il 2021 fra le altre priorit espresse dai partecipanti. Come sottolineato da Rodolfo Errore, presidente di Sace Simest, non ci sar futuro n alcuna ripartenza nel dopo-Covid, se non in una chiave sostenibile. Attraverso l’efficientamento dei processi produttivi, l’adozione di criteri di circolarit, la riduzione degli sprechi, dei costi e dei rischi, la sostenibilit rende le organizzazioni pi competitive e fortemente orientate all’innovazione e al progresso. Questo ci che accade anche agli esportatori italiani nel mondo, che supportiamo nello sviluppo dei loro business: le aziende che hanno successo sono quelle che s’ispirano ai principi di un’economia pulita, circolare ed integrata, ha specificato Errore. Aggiunge Francesco Starace, numero uno dell’Enel: La sostenibilit non dev’essere percepita esclusivamente come un valore etico, ma come elemento di competitivit economica in grado di contribuire alla riduzione delle disuguaglianze, a migliorare la vita delle persone e a combattere il cambiamento climatico. L’adesione ai principi del Global Compact da parte delle aziende contribuisce a ridurre il proprio profilo di rischio e rappresenta un elemento di competitivit riconosciuto dai mercati. Paolo Magri, vice presidente di Ispi e Angelo Riccaboni, docente all’universit di Siena e presidente di Fondazione Prima, hanno invece posto l’accento sul valore dei comportamenti quotidiani. La giusta transizione passa, per buona parte, attraverso le scelte di acquisto fatte da cittadini informati, consapevoli e responsabili. Stefano Epifani, fondatore e presidente di Tech-Economy 2030, ha evidenziato l’importanza di mettere il digitale al centro di ciascuno dei 17 obiettivi Onu, per supportarne l’avanzamento a livello reale e globale: in altre parole, tecnologia digitale e sostenibilit digitale devono procedere l’una al fianco dell’altra.La sostenibilit d’impresa una strada a senso unico, un percorso lungo il quale l’apprendimento continuo e la collaborazione indispensabile, ha rilevato da parte sua Marco Frey, presidente del Global Compact Network Italia (che quest’anno partner scientifico dell’Economia del futuro, l’iniziativa editoriale del Corriere della Sera dedicata alla sostenibilit). Non a caso, fra le proposte uscite dal forum, c’ anche il supporto alle imprese per la definizione di un sistema di governance per affrontare i rischi e cogliere le opportunit del cambiamento climatico, oltre alla predisposizione di un position paper per la transizione giusta e inclusiva.