James Randi, il cacciatore di bufale che smontava il paranormale- Corriere.it

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Il mondo lo conosceva come lo stupefacente Randi, grazie al soprannome inventato da un giornale. Dopo aver calcato le scene come illusionista per decenni, James Randi si era ribaltato nel suo contrario: un dis-illusionista di professione. Ma anche cos aveva continuato a dare spettacolo. Indagatore di misteri e nemico dei ciarlatani. Telepatia, telecinesi, preveggenza, rabdomanzia, avvistamenti di Ufo: non c’ fenomeno paranormale che non abbia investigato e smascherato nella sua lunghissima seconda vita. Se n’ andato a 92 anni, lasciando un mondo ancora irrimediabilmente pervaso di irrazionalit. Ma durante il tragitto ha educato allo scetticismo generazioni di lettori e telespettatori.

La lotta contro l’irrazionalit e il Cicap

Scettico lo sempre stato, sin dall’infanzia. La sua prima volta stata quando da bambino si accorse del trucco usato da un medium in una chiesa spiritista e si alz per denunciarlo. Invece di ringraziarmi, chiamarono la polizia, ha raccontato. Negli anni ’70, insieme ad alcuni compagni d’avventura, ha dato vita a un movimento di opinione contro quella che gli sembrava un’escalation di irrazionalit nei media. Si pu dire che da quel nucleo sia nato anche il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (Cicap) che ha tra i fondatori Piero Angela.

I tranelli insiti nella natura umana

Quando venuto per l’ultima volta in Italia, proprio al Festival del Cicap, ha spiegato di ritenere i prestigiatori pi qualificati degli scienziati per indagare l’occulto. Atomi e molecole non barano, gli uomini s. Gli scienziati sono abituati a confrontarsi con una natura che non prova a ingannare chi la osserva. Con gli uomini invece il rischio c’. In effetti negli ultimi decenni diventato chiaro che il successo dell’illusionismo costruito sui punti deboli della percezione e della cognizione umana. Le conoscenze del mago sul funzionamento della mente del suo pubblico sono l’unico vero superpotere. Da mago ho capito due cose: come ingannare la gente e come le persone si ingannano da sole. Il secondo aspetto pi importante del primo. Tutti, proprio tutti ci possono cascare, anche i premi Nobel, perch certi tranelli psicologici sono insiti nella natura umana. Questo probabilmente l’insegnamento pi prezioso che ci lascia Randi, perch soltanto chi sa di essere fallibile pu dubitare dei propri pregiudizi. Quando gli hanno chiesto che cosa lo affascinasse di pi, ha risposto a incuriosirmi sempre l’inesauribile disponibilit della mente umana a credere all’incredibile.

Escapologo e debunker

La vecchiaia lo ha fatto assomigliare a una figura uscita da una novella gotica, ma in giovent lo ricordiamo atleticamente appeso a testa in gi durante le sue imprese da escapologo, ovvero specialista nell’arte di liberarsi da costrizioni impossibili. Con un pizzico di ironia si pu affermare che sia stato uno spettacolo di escapologia anche l’indagine in cui lo arruol nel 1988 John Maddox, il direttore di Nature. La rivista scientifica pi influente del globo aveva pubblicato la celebre bufala della memoria dell’acqua e per rimediare chiam Randi a confutarla. Essere considerato un debunker (si potrebbe tradurre con smascheratore ndr), comunque, non gli piaceva, perch il debunking presuppone la volont deliberata di smascherare. Lui voleva soprattutto essere aperto al dubbio, fino a prova contraria, e di prove contrarie ne ha accumulate tante.

Il premio per chi ha poteri soprannaturali

Alla fine dei conti la dimostrazione pi eloquente dell’implausibilit del paranormale quel super-premio da un milione di dollari che la sua fondazione ha messo in palio per chi fosse riuscito a dimostrare di avere un potere sovrannaturale. Ci hanno provato in tanti, nessuno se l’ mai aggiudicato. Se ogni eroe ha bisogno di un arcinemico, per Randi stato Uri Geller, l’uomo che sosteneva di piegare i cucchiaini con la forza della mente. Quando nel 2009 gli hanno domandato se avesse un piano per l’aldil, secondo il New York Times, Randi ha replicato: Voglio essere cremato. E voglio che le mie ceneri siano soffiate negli occhi di Uri Geller.

22 ottobre 2020 (modifica il 22 ottobre 2020 | 21:39)

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